LE PIÚ TEMUTE
di Idilia Copertino Risalgono dei piedi, dal mio ventre dai miei fianchi, dai calanchi perigliosi del mio cuore con fervore; e scendon dalla testa dalla faccia, per il collo e per le braccia marciando con ardore. Le più pericolose, le più temute risolute scelgono la penna come ponte per il mondo - non la lingua, non la voce più diretta, troppo schietta - si tuffano ordinate sulla carta che le aspetta silenziosa. Per uscire dalla pelle ma salvare la facciata decorosa - e forse anche l’illusione - di una vita melodiosa e appagata che verrebbe sgretolata da una semplice folata non filtrata di queste Verità. Assolute e passeggere, impossibili da contenere, foriere di riforme e di bufere rimangon qua, allora, ad agitar di queste pagine la cellulosa.
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IN MANCANZA
di Idilia Copertino In questo giorno insensato la tua chiave non trova più la serratura e olezza indisturbata la spazzatura; Le luci, vive fuori e dentro smorte, trapelano dalle finestre e dalle porte; e le amiche formiche, in mancanza di eroi, hanno fatto posto agli avvoltoi. Io raccolgo, tra queste Impossibilità, i frammenti sfuocati delle tue verità: ogni due sfumature una prigione, in bilico perenne tra devozione e defezione. E mentre langue marcescente l’uva prediletta, e l’anguria, invano, il tuo coltello aspetta, giacciono logore le tue lenzuola e la tua voce roca più non mi consola. MATTINO
di Idilia Copertino Lo stridente metallare della metropolitana, l’urlo sordo e costante della citta’. - O e’ il mio? - Dove vanno le grida nascoste? Dove finiscono le emozioni non esposte? Soffocate nella gola per educazione, trovano dimora negli abissi della carne, nelle ossa, nelle spalle che vogliono cadere, lasciare andare, espirare i lamenti custoditi da un’eternita’. Il dramma di una sirena lontana, il frinire allegro dei grilli. - O e’ il mio? - Nel mattino di un settembre che sta per finire. - e’ mattino anche se non c'è luce - Non cessano, non cessano loro di farsi sentire anche se sanno che il freddo, inevitabile, li azzittira’. Il tubare quasi lunare della tortora, il ruggito ostinato dell’elicottero. - O e’ il mio? - Che ha perso di vista la meta e, indefesso, solca il cielo lo stesso con ottusa determinazione e non sa dove va. SCRIVO SULLE TUE VENE
di Idilia Copertino Scrivo sulle tue vene, scure, fiumi d’amore e di parole e sulla tua pelle, bianca, specchio di fatiche e di un’anima stanca. Molle e lassa ormai non è più scudo ma porta d’entrata di una fine errata, anticipata di una vita amata, tra poco morta. Ma non basta la fine per dissipare parole d’amore, vicine, per cancellare il rumore di un cuore cosciente, virente, non basta un momento perenne di assenza per disperdere i sogni condivisi in speranza di gioia e d’immortalità! Un abbraccio. Una stretta. Un grido. Dolore. carezza. Lancinante splendore. Mancanza. Dei tuoi sogni che ne sara’? SCENDA LA NEBBIA o "VOTI NUZIALI"
di Idilia Copertino Scenda la nebbia, imperscrutabile coltre, cheti ogni suono e precluda la vista! Ch’io non veda e non senta più oltre, che il respiro mi guidi e nient’altro più esista! Allontani il futuro ed eclissi il passato, condensi lo spazio e zittisca il pensiero! Che esploda il presente con silente boato, che si espanda l’istante e divenga più vero! In quel buio luminosissimo gli occhi scorgeranno le forme dei miei sentimenti. In quel silenzio rumorosissimo gli orecchi ascolteranno i miei battiti e i loro comandamenti. L’aria rorida disseterà la mia pelle avida e risorgerà la mia elettricità latente, riemergerà la mia anima impavida e traboccherà di verità splendente. Nell’assenza dell’altro ritroverò la mia essenza e esplorerò i moti della mia coscienza. Ogni maschera si sgretolerà, crollerà ogni finzione, ogni obiettivo falso acquisito per imitazione. La paura soccomberà all’amore e accoglierò la vita senza più timore, e quando il sole la nebbia diraderà rimarrò fedele alla mia identità: onorerò i miei talenti e la mia sensibilità, rispetterò i miei sogni e le mie necessità, amerò la mia innocenza e la mia unicità, e cercherò ogni giorno la mia versione di felicita’. PROFUMO DI PRIMAVERA
di Idilia Copertino Sei profumo di primavera Nei tuoi gesti accennati Negli sguardi, di desiderio incerti, A sorpresa risuscitati. Un sorriso verde Tra le guance appena canute Nasce come giovane pollone tra le foglie cadute, E di un sogno mai pago La rimembranza Fiorisce più fresca In questa estate che avanza. PLASTIC LIFE (working title) by Idilia Copertino Here I am: Your invention, a commodity with a hefty price tag The most convenient inessential: your single use plastic bag Each year you make hundreds of thousands of millions of me I’m in your house, in your stores, in your food, in your sea. You make me DURABLE But you use me one time. And when you die I’ll still be in my prime. You use me and throw me away (13 billions of me… each day!) So I’m out of your sight, but I’m still around Cause I’m not your normal organic compound You make me so I can’t disappear I can break, I can change, but I’ll always be here. And if that’s not yet clear, open your ears: To decompose any of me it takes 1000 years! … Curious to see where this one will go!
IL BAGNETTO… CHE DILETTO!
di Idilia Copertino Ogni sera senza eccezione Mamma mi osserva con attenzione e poi proclama sorridente: “Sei tutto sporco e… puzzolente!” Io le rispondo con un sonoro: “Sporcarmi è il mio lavoro!” ma alla fine non mi lagno perché mi piace fare il bagno! ;) Riempiamo la vasca di acqua bollente e prepariamo tutto l’occorrente: lo shampoo, il pettine e la caraffa… (li porta mamma) un leone, un cavallo e una giraffa…(li porta il bimbo) l’accappatoio e il pigiamino… (mamma) una balena e un pesciolino… (il bimbo) i calzini e le mutandine… (mamma) le barchette e le macchinine… (Il bimbo) e un po’ di sapone proprio alla fine ( insieme) per fare tante bollicine! (Insieme) È tutto pronto, è il mio momento, ora inizia il divertimento: via la maglietta e i pantaloncini, le mutandine e anche i calzini! Afferro veloce il mio leone e comincio l'immersione… In un lampo sono a mollo dai piedini fino al collo tra gli animali, le macchinine, le barchette e le bollicine! Faccio qualche acrobazia per acclimatarmi e subito mamma comincia a lavarmi: per prima cosa mi lava la faccia, poi il collo ed entrambe le braccia, ma quando è il turno delle ascelle… sfuggo e rido a crepapelle, come un pesce sguscio e sguizzo mi contorco, spruzzo e schizzo finché dice “Dai, ho finito!” con un tono divertito. Aspetta! Qualcosa si muove tra le barchette… Oh oh! Sono arrivate le bolle-puzzette! Ci tappiamo il naso per ripararci ma tra le risate non riusciamo a salvarci! Arriva poi il momento della pancia e della schiena mentre io nuoto col pesciolino e la balena; poi con la giraffa scandaglio il fondale mentre mamma lava la zona genitale, e quando mi immergo come un sottomarino Mamma riesce a lavarmi anche il sederino! Infine organizzo un gran premio sulle sponde e una regata di barchette sulle onde e prima che la regata sia finita Mamma ha lavato, le gambe i piedi e anche le dita! Mancano solo i capelli, il momento più temuto… soprattutto per un bambino riccioluto! Ma mamma muove la caraffa con destrezza, insapona, districa e sciacqua con delicatezza, e io rimango a testa in su con gli occhi serrati finché anche i capelli sono puliti e profumati. Le bollicine sono quasi tutte sparite e le mie dita sono un po’ raggrinzite, allora mamma inizia a riordinare e io rimango ancora un po’ a giocare: galoppo veloce col mio cavallo sulle grandi onde di cristallo, poi faccio ancora qualche tuffo, qualche movimento buffo e qualche bolla con la bocca finché l’acqua un po’ trabocca. Poi mamma mi chiama e mi porge la mano e allora decollo come un aeroplano, esco dalla vasca tutto gocciolante e mamma mi copre col mio accappatoio da elefante. Mi avvolge tutto, persino il mignolino, e poi sussurra “il mio involtino di bambino”. Mi abbraccia e mi strofina tutto finché sono completamente asciutto, poi mi dà un bacio e, con una risata, ci accorgiamo che ora è lei tutta bagnata! Allora si asciuga e si sistema i capelli… Li ho presi da lei i miei ricci ribelli! Poi mi aiuta a vestirmi ed esclama soddisfatta: “Anche stasera ce l’abbiamo fatta!” Poi mi mette i calzini, mi annusa i piedini, Mi osserva e mi dice, per scherzare: Sono così puliti… che si possono mangiare! (Fa finta di mangiargli i piedini ;) Infine mi mette il pigiamino, e mentre allaccio la cerniera comincio già a pensare al bagnetto di domani sera! AL MARE
di Idilia Copertino Si arricciano e distendono le onde, Si gonfia la spuma e si diffonde, E il pensier mio si arena e si confonde. Fermamente in movimento il mare mormoreggia Tra lo sciacquio di scogli e l’onda che biancheggia, E lo stupore vago di un cuore che vagheggia. Il tempo si rilassa e la coscienza affonda, Si acquieta il mio respiro e la ragione lo asseconda, E il corpo mio si inonda di una serenità profonda. |
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September 2024
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