MATTINO
di Idilia Copertino Lo stridente metallare della metropolitana, l’urlo sordo e costante della citta’. - O e’ il mio? - Dove vanno le grida nascoste? Dove finiscono le emozioni non esposte? Soffocate nella gola per educazione, trovano dimora negli abissi della carne, nelle ossa, nelle spalle che vogliono cadere, lasciare andare, espirare i lamenti custoditi da un’eternita’. Il dramma di una sirena lontana, il frinire allegro dei grilli. - O e’ il mio? - Nel mattino di un settembre che sta per finire. - e’ mattino anche se non c'è luce - Non cessano, non cessano loro di farsi sentire anche se sanno che il freddo, inevitabile, li azzittira’. Il tubare quasi lunare della tortora, il ruggito ostinato dell’elicottero. - O e’ il mio? - Che ha perso di vista la meta e, indefesso, solca il cielo lo stesso con ottusa determinazione e non sa dove va.
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Tullia
9/24/2023 04:04:34 pm
WOW!!! che immagini! Brava!
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