LONTANO
di Idilia Copertino Ho sentito l’odore del fumo in città. Lontano dal nostro camino, dai tocchetti di faggio e dai rametti di pino. E ho sognato di riessere là, in quel tempo lento scandito dal crepitio del fuoco. E di riaverti vicino
0 Comments
EREDITÀ
di Idilia Copertino Voglio lasciarti in eredita’ il verde primavera dei raggi che traslucono le foglie, il rosa delizioso delle pancine soffici dei cuccioli, e un animo attento che li accoglie. Voglio lasciarti in eredita’ il profumo trascendente del cipresso d’Arizona a novembre, e, ad aprile, quello seducente del lilla’. Voglio lasciarti la sabbia bollente dello Ionio a agosto e il profondo refrigerio nascosto nell’ombra di una quercia di citta’. Voglio lasciarti il gusto della percoca a Luglio e dell’arancia a ottobre, il sapore rustico delle lenticchie e quello famigliare del baccala’. Voglio lasciarti il canto dell’usignolo e il frangersi incessante delle onde, il vagito dei neonati, il ronzio curativo delle api, e le risate accaldate degli amici di ogni eta’. Voglio lasciarti in eredità il sostegno del mare e l’intesa col pino, l’amicizia del cane, i consigli del gatto, e l’affetto inatteso di una balena o di un moscerino. Voglio lasciarti la musica dell’armonica, il ritmo incalzante del tamburello, e la voce melodica del violoncello che suona Bach. Voglio lasciarti anche il piacere del silenzio, e il coraggio e la dolcezza del riposo nei momenti di ozio e inattività. Voglio lasciarti qualche agio, che ti arricchisca di tempo e spazio per scoprirti, per trovare i tuoi posti e i tuoi frutti, i tuoi suoni e i tuoi ritmi, i tuoi sogni e i tuoi compagni. Voglio lasciarti due lingue da cui partire per capire che c’e’ piu di un modo di sentire, di pensare e di sognare. Voglio lasciarti al mondo libero di esplorare. Voglio lasciarti in eredità qualche chilogrammo di felicità indelebilmente impresso in ogni muscolo, in ogni osso, in ogni segmento di DNA dai giochi, dalle storie, dagli abbracci e dalle risate di cui abbiamo riempito le nostre giornate, che illumini in perpetuo ogni istante della tua realta’. Voglio lasciarti la certezza emozionale che sei degno di amore e sei capace di amare, e la gioia di sapere che sei una fonte costante di ispirazione, la mia più grande soddisfazione e la mia prima motivazione per vivere e raccontare, senza timore, la verità, per cercare, inventare e respirare serenità. Voglio lasciarti in eredità una predisposizione all’empatia e la teoria di conservazione dell’energia come filosofia, cosicché un giorno tu possa riconoscere la mia nell’aria di una pineta schiarita dal sale o nel frinire corale delle cicale, nell’aroma di un giglio nella carezza del vento, nel tepore di un fuoco, o nel sorriso di un figlio. E infine per goderti questa vita unica e mistica, in tutte le sue stagioni, con tutte le sue emozioni, voglio lasciarti in eredità il mio più grande tesoro: TUTTO TE STESSO, amato e curato dal momento in cui sei nato e finché avrò fiato, il mio capolavoro e il mio più grande contributo all‘umanità e all’universo. Per questa importantissima dichiarazione d'affetto mi sono sbizzarrita creando un cielo serale con gli acquerelli e scrivendo la poesia con un inchiostro metallico all'interno dei fuochi d'artificio! <3 Spero che vi piaccia ;) Ecco il video della poesia AL MARE ... Acquerelli e calligrafia - un'unione perfetta ;) Ho provato a sperimentare un po con lo stile calligrafico e sono pienamente soddisfatta di questo stile marino <3 A presto col prossimo video! Perche' a volte le poesie desiderano anche una forma tradizionale e tutta manuale! E' il mio primo progetto ufficiale con pennino e calamaio e considerando la scarsita' di tempo libero ci ho messo tantissimo!! E sto gia' pensando al prossimo! Se avete suggerimenti su che poesia illustrare la prossima volta scrivetelo nei commenti! ;) ALFA E OMEGA - 2024 - FUOCHI D’ARTIFICIO
di Idilia Copertino Quest’anno si apre così: con un termometro rosso come auspicio e vomito a spruzzi come fuochi d’artificio. E mi sorprendo perché non è un sacrificio, il mondo fuori esplode di colori e io mi ritrovo paga, tranquilla a sorseggiare camomilla nel letto con te, influenzato e febbricitante. E per me non voglio altro perché ho la cosa più importante: che siamo insieme e insieme siamo. Mi stringi forte il pollice con tutte le tue dita e mi implori “mamma…” con una vocina un po’ impaurita e io mi espando, ti abbraccio a mo’ di calamita e ti avvolgo nell’amore che tu stesso mi hai donato, nella mia adorazione infinita, perché sei l’inizio e il fine della la mia vita. Da te non scappo: tra i rigurgiti e gli odori fetidi inspiegabilmente ti bacio la pelle rorida e ti accarezzo i capelli madidi… e non si sdegna la mia ipocondria non strilla indignata la mia germofobia quando ti pulisco dalla diarrea, anzi si bea il mio cuore innamorato all’idea che il mio fiato ti sia d’aiuto! Ahi, che magia! È una stregoneria questa che trasforma la mia fobia di malattia in estasi di propinquità. È l’ incantesimo che hai usato il giorno in cui sei nato e che mi ha regalato completezza e finalità, è ogni sguardo che lo perpetua, è la confluenza dei sentimenti, è la reciproca appartenenza che tramuta i momenti più insignificanti in istanti di felicità; è l’ amore che ci lega: è alfa e omega. FRAMMENTI
di Idilia Copertino Ti cerco nel viso dei passanti, nei colori e nei rumori dei paesaggi circostanti, nelle forme, nei movimenti di viventi e non viventi… ti cerco e trovo dei piccoli frammenti: l’eterocromia degli occhi di un bambino, i capelli folti e sciolti di una donna in motorino, gli angiomi rubino sul mio addome, la risata onesta e aperta di un’amica, la mia voglia, antica, di creazione, la tenacia di un ghiottone, la difesa strabiliante dell’ortica, che sola nutre la vanessa, la mia rabbia di indignazione repressa; l’espressione di sorpresa di un nipote mai abbracciato, il naso austero e dritto di un parente ritrovato, il fusto robusto di un abete che hai piantato e che ora vive senza essere annaffiato, il profumo dei narcisi di febbraio, l’ abbaio di un cane emozionato, la mia passione per pennino e calamaio; la maestria di un contadino nell’accendere il camino, l’euforia selvaggia del gioco di un bambino, la mia ansia, la mia fantasia, l’essere sole sulla spiaggia, la gioia di nuotare di un delfino, la mia fame di poesia, e una parete intera per l’enciclopedia; il nervoso sobbalzare dei ginocchi, una casa di campagna scalcinata, gli occhi all’ingiù di una cantante amata, la voce squillante di una tata che non sa cos’è un sussurro, il sapore della salvia dorata dentro il burro, gli scarabocchi di una telefonata, e un neo peloso sulla mia faccia un po’ invecchiata… Accolgo ogni frammento come un momento di rincontro con te, le parti mancanti le riempiono i ricordi cari, vivi e tanti e in quegli istanti sento di riaverti accanto a me. IL SOLE DENTRO
di Idilia Copertino Le spalle aitanti, gli occhi profondi e penetranti, il naso largo e all’insù, le ginocchia robuste, il mento e i polpacci scolpiti, gli zigomi cocciuti, vestigia di gioventù. Ma le mani… le mani di più: Le mani eri tu! Il tuo universo tutto è passato dalle tue mani, e vi è rinato. Artigiane del tuo fato, nude, senza guanti, ruvide come elefanti hanno piantato ed estirpato, spezzato e risaldato, condannato e perdonato col moto di un solo dito. Tra Trapani e contratti, matite e cacciavite, ruote, mattoni, coltelli e martelli, zappe, bulloni, manubri e metalli, han dato forma alle tue giornate e al caro orgoglio per i tuoi calli. Quanta vita nelle tue dita, nella tua pelle un po’ inspessita, nelle tue nocche e nei tuoi palmi che sgusciavano i gherigli; quanta vita nelle tue unghie, duri corni di rinoceronte, e quanta vita ancora, ovunque, nelle tue impronte. Fortunati i palmi che hanno stretto per affari o per affetto, per Amicizia o per gioco e che ne han sentito il fuoco. Fortunati anche i miei ogni tanto… Troppo poco. Le ricorderò così: contadine nerborute cresciute tra le zolle e le avversità, amiche del vento e dell'elettricità, sporche, sempre, di creatività col grasso sulla pelle, la terra sotto le unghie e il sole dentro. AMICI SILENZI
di Idilia Copertino Abbraccia e benedici i miei silenzi: ti sono amici. Racchiudono le sabbie mutevoli dei miei sentimenti più turbolenti, le vette fuggevoli e i precipitevoli abissi delle mie verità acerbe e transienti. Nei momenti taciti esploro luoghi vergini di sentimenti e risentimenti e contemplo paesaggi di rivoluzioni e cambiamenti; ti lascio a gustare il quieto tepore del focolare mentre vago e immancabilmente scelgo di tornare. Non angosciarti dunque e non domandare ciò che non posso dire senza gridare. Sarà la carta a custodire e a mappare, con me, Senza farsi turbare i picchi fugaci e le paludi mordaci che il tuo cuore piano non saprebbe ospitare. IMPERITURA
di Idilia Copertino Cuore, aspetta! L’hai filtrata?! Distillata, soppesata, calibrata e un po’ smussata? No, non c’è bisogno. Allora l’hai trovata!? Ma sei sicuro? Non hai paura? Sono sicuro, ho trovato un’imperitura! Da proferire pura, greggia, non attenuata e senza censura. Da proteggere e da articolare senza indugio e senza fretta, diretta, dalla lingua al cuore dell’interlocutore. Come hai fatto a riconoscerla tra le altre verità della natura umana? Che cade e si rialza, ti abbatte e poi ti innalza, ti inonda di gioia e poi di noia, ti annega in lacrime di mancanza e di speranza, ti ammutolisce di dolore e poi di amore… Come l’hai trovata tra tutto quel rumore? Cervello, amico mio, fai un bel respiro e te lo svelo: le altre sono nuvole… e questa è il cielo! … Non indugiare più allora, ho sciolto le catene. Dilla a bruciapelo e con fervore! Eccola, da cuore a cuore: “Ti voglio bene, Amore!” |
Archives
September 2024
Categories |